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Erpy pro tip #5 – Usare le classi reverse charge per la compilazione del quadro VJ

Usare le classi reverse charge per la compilazione del quadro VJ

Il filosofo Guglielmo di Occam, all’inizio del 1300, scriveva che gli elementi non devono essere moltiplicati se non vi è la necessità. Si vede che non conosceva la normativa fiscale italiana, che invece continua ad arricchirsi di nuove fattispecie di inversione contabile, da telefoni cellulari e prodotti elettronici acquistati all’ingrosso, fino alle manutenzioni di impianti relativi ad edifici.

Ci eravamo appena liberati degli acquisti di tartufi da raccoglitori dilettanti, conservando solo l’acquisto di oro da investimento imponibile per opzione, quando ci siamo trovati addosso tantissime altre situazioni. Per riuscire a non soccombere dobbiamo trovare un sistema che ci aiuti nella compilazione del quadro VJ della dichiarazione IVA, partendo dal riepilogo IVA annuale del Cruscotto contabile.

La dichiarazione IVA, pur sommando tutta l’IVA da integrazione, chiede di indicare esattamente da quale caso di integrazione proviene. È appena il caso di ricordare che, se nel momento in cui si sta registrando la fattura è facile capire per quale comma o lettera dell’art. 17 si sta facendo l’integrazione, ricostruire il motivo a posteriori diventa un lavoro lungo (e si corre il rischio di sbagliare).

Per chi fosse curioso di sapere quanta fantasia esiste nelle norme fiscali, il quadro VJ della dichiarazione IVA 2021 per l’anno di imposta 2020 comprende ben 18 casi differenti:

quadro JV

Per facilitarci questo lavoro, Erpy ci viene in aiuto con le tabelle “Classi IVA” e “Tipo reverse charge” che, se compilate correttamente, permettono di passare dal Cruscotto contabile al quadro VJ della dichiarazione IVA con poco più di un copia-incolla (dipende solo da come il vostro software fiscale si comporta con i separatori delle migliaia e i decimali).

Per prima cosa, nella tabella Tipo reverse charge definiamo tanti tipi di reverse charge quante sono le righe del quadro VJ che pensiamo di dover compilare. Se non siamo un’agenzia di viaggi, sicuramente non ci interessa il caso “VJ5 – provvigioni corrisposte dalle agenzie di viaggio ai loro intermediari”; se ci avvaliamo di un’impresa esterna per le pulizie degli uffici o del capannone, dobbiamo sicuramente compilare il caso “VJ16 – acquisti di servizi dal comparto edile e settori connessi”, se facciamo acquisti online, quasi sicuramente avremo i casi “VJ3 – acquisti di beni e servizi da non residenti” e “VJ9 – acquisti intracomunitari di beni”.

Non importa che alcuni di questi casi siano del tutto identici ad altri per modalità di funzionamento e cambino solo codice e descrizione (es. possono essere tutti con autofattura oppure tutti con integrazione): è proprio il tipo di reverse charge che ci permetterà poi di distinguere i singoli casi nel cruscotto contabile.

tipo reverse charge

Procediamo poi con la creazione nella tabella Classi IVA di tante classi quanti sono i tipi dei reverse charge creati prima, cioè quelli che si possono verificare nella nostra azienda. Per semplicità possiamo utilizzare lo stesso codice che abbiamo utilizzato per il tipo di reverse charge  o qualcosa di molto simile. Ad esempio, gli acquisti di servizi dal comparto edile e attori connessi possono avere sia la classe IVA che il tipo di reverse charge “RCater”, richiamo mnemonico alla lettera a-ter art. 17 DPR 633/1972. La Descrizione può essere qualcosa di più descrittivo del caso specifico, come “Pulizie / impiantistica” (oppure “Subappalto settore edile”).

A ciascuna classe IVA assegnamo il relativo tipo di reverse charge.

classi iva

A questo punto non ci resta che attribuire all’anagrafica fornitore dell’impresa di pulizie la Classe IVA speciale “RCater” e il gioco è fatto. Al momento di registrazione della fattura viene proposta l’integrazione con il tipo di reverse charge appropriato e la riga IVA che viene generata contiene il flag che permette al Cruscotto contabile di totalizzarla correttamente in una riga specifica della sezione “Vendite”.

cruscotto contabile reverse charge

Ma cosa succede se lo stesso fornitore ci vende cose che ricadono in più di una riga del quadro VJ? Basta assegnare al fornitore la classe IVA più frequente poi, quando si presenta la fattura relativa ad un caso differente, possiamo sempre cambiare la classe nel menu dell’operazione e, se serve, anche assegnare un differente tipo di reverse charge ad ogni riga della fattura oppure escludere singole righe dal meccanismo del reverse charge (es. fornitura di sapone e carta asciugamani da parte dell’impresa di pulizia fatturata nella stessa fattura del canone mensile per il servizio).

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Bonus tip – Un suggerimento per definire i codici

Il Cruscotto contabile riporta, per ogni tipo di reverse charge, tra parentesi l’indicazione “RC.” seguita dal codice della classe Reverse charge. Scegliete nomi simili a quanto riportato nelle descrizioni campo del programma che utilizzate per compilare la dichiarazione IVA. Anche se magari non ricordate cosa prevede la lettera c) dell’articolo 17 comma 6, il fatto che la descrizione del rigo VJ15 lo riporti tra parentesi parentesi toglie qualsiasi dubbio su dove inserire la cifra.